TellMeWhy 3
Il 26 settembre ho avuto il piacere di partecipare alla terza edizione di TellMeWhy, la maratona live ideata e condotta da Leo Cascio, quest’anno dedicata a un tema tanto semplice da formulare quanto difficile da esaurire: “L’uomo è una macchina insostituibile”.
A chiudere la mattinata è stato il panel “La tecnologia e(è?) l’uomo – proviamo a prevedere il futuro”, insieme a Massimo Canducci ed Elisabetta Alicino.
Quasi inevitabilmente siamo partiti parlando di Intelligenza Artificiale e siamo finiti a parlare dell’essere umano.
Di cosa sappiamo già delegare alle macchine, di quanto rapidamente stiano cambiando il coding, la produzione di immagini e il lavoro creativo, ma soprattutto di quella linea di confine che continua a spostarsi ogni volta che una tecnologia impara a fare qualcosa che, fino a ieri, consideravamo esclusivamente nostra.
È forse questa la parte più interessante dell’AI contemporanea: non ci costringe soltanto a chiederci che cosa sapranno fare le macchine, ma a ridefinire continuamente che cosa vogliamo fare noi.
Non credo molto alla gara tra uomo e macchina. È una gara costruita male, con concorrenti diversi e un traguardo che cambia mentre corriamo. Mi interessa molto di più capire cosa accade quando una tecnologia diventa abbastanza potente da amplificare le capacità umane, ma anche abbastanza pervasiva da costringerci a rimettere in discussione competenze, responsabilità e persino il modo in cui attribuiamo valore al lavoro.
Per questo mi è piaciuto partecipare a TellMeWhy: non per tentare l’ennesima previsione sul futuro dell’AI, ma per fare qualcosa che, almeno per ora, continua a riuscirci piuttosto bene.
Fare domande.
La registrazione completa di TellMeWhy 2026 è disponibile su YouTube. Il link qui sotto parte direttamente dall’inizio del panel:
https://youtu.be/dBt0kcJiklY?si=28LOPvwPxcQ3CsxR&t=10689