Ottantotto chiacchiere, senza fretta

Ottantotto chiacchiere, senza fretta

Questa conversazione nasce dalla lentezza. Dalla possibilità, sempre più rara, di fermarsi a parlare senza l’urgenza di arrivare da qualche parte. Le domande arrivano da uno scrittore, e si sentono: non cercano definizioni, ma fenditure, punti in cui il racconto può aprirsi e respirare. Si attraversano anni, lavori, linguaggi diversi come si attraversa una città a piedi, tornando sui propri passi, sbagliando strada, riconoscendo i luoghi solo dopo averli superati. Non c’è una tesi da dimostrare, ma una voce che prende forma nel dialogo, lasciando affiorare ciò che resta quando le etichette cadono. Una serie di chiacchiere che non vogliono convincere, ma restare, come restano le parole dette bene, quando non hanno fretta di diventare altro.

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