La bolla dell'AI.

La bolla dell'AI.

Ho parlato con FvgTech della possibile bolla dell’AI

Sono stato ospite di FvgTech per una conversazione su una domanda che torna sempre più spesso: l’Intelligenza Artificiale è una bolla?

La risposta, almeno per me, non è un semplice sì o no. Attorno all’AI esistono certamente aspettative gonfiate, valutazioni difficili da sostenere, demo costruite per impressionare e una quantità crescente di prodotti che aggiungono una chat a un processo già confuso, sperando che basti a chiamarlo innovazione.

Ma una bolla finanziaria o narrativa non significa necessariamente che la tecnologia sottostante sia inconsistente.

Anche Internet ha attraversato una stagione di entusiasmo quasi febbrile, investimenti irrazionali e promesse fuori scala. Molte aziende sono scomparse. La rete, però, è rimasta e ha cambiato tutto.

Credo che per l’AI possa accadere qualcosa di simile.

Non penso che sia un oracolo, una coscienza digitale o una strategia aziendale pronta da acquistare. È una tecnologia potente, ancora imperfetta, capace di accelerare il lavoro, rendere più accessibili competenze complesse e ridurre una parte delle attività ripetitive.

Allo stesso tempo, può produrre una quantità enorme di automazione immaginaria: sistemi spettacolari nelle presentazioni, ma fragili, inutili o perfino dannosi quando incontrano i processi reali.

La questione che mi interessa non è quindi soltanto se la bolla scoppierà.

Mi interessa capire che cosa resterà dopo il rumore.

Resteranno probabilmente nuovi strumenti, nuove infrastrutture, nuove abitudini e un diverso rapporto tra persone e software. Resteranno soprattutto le applicazioni costruite partendo da problemi autentici, non dalla necessità di infilare l’AI ovunque come il prezzemolo nei piatti degli anni Ottanta.

Di questo ho parlato con Gabriele nella puntata di FvgTech.

Guarda l’intervista completa: https://www.youtube.com/watch?v=RiLNZylRzI8

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